~INTERVISTA A KANATA  'SHIN' HONGO
tratta da s-woman.net
tradotta dal giapponese da Supponnoko



D: Comincia col raccontarci l'emozione che hai provato quando sei stato confermato per il ruolo di Shin...

R: Ero già un fan, avevo anche visto il film. Far parte di una band è fighissimo, perciò quando mi hanno confermato sono stato sorpreso e felice.

D: Hai letto il manga?

R: Dopo essere stato confermato ho dato una lettura veloce al copione e poi mi sono fiondato in libreria. Il manga era al quindicesimo tankobon, li ho comprati in blocco e li ho letti tutti d'un fiato. Quando è uscito il 16 ho comprato anche quello. Siccome ho letto il manga sapendo del mio ruolo nel film, non ho potuto fare a meno di calarmi nella prospettiva di Shin.
Mi chiedevo come mai per il secondo film avessero scelto me mentre nel primo c'era Matsuyama-san, e leggendo il manga ho finalmente capito: Shin ha 15 anni come me! Comunque, una scena che mi è rimasta parecchio impressa è quella del Guerrilla Live a Shinjuku.

D: Come descriveresti Shin dal tuo punto di vista?

R: Un ragazzo misterioso e un po' losco direi. Mi riconosco nella sua volontà di preservare, di proteggere il suo mondo e i suoi ritmi personali. Proprio perché siamo simili da questo punto di vista, credo che non potrei andare d'accordo con uno come lui. Finiremmo per scontrarci.

D: Cos'hai pensato dopo aver letto il copione?

R: La storia si collega a quella del primo film, ma era passato del tempo da quando l'avevo visto, non ricordavo bene i fatti, quindi la prima volta ho letto il copione senza riuscire a capire tante cose. Poi l'ho riletto dopo aver letto il manga, e a quel punto mi è tornato tutto più chiaro.

D: Su quali aspetti ti stai concentrando per interpretare Shin?

R: E' difficile dirlo in due parole, comunque leggendo il manga mi sono chiesto che vita avesse fatto Shin fino ad allora, come fosse cresciuto, per cercare di rendere quell'alone di mistero che ha. Prima di iniziare le riprese mi hanno dato un cd con la canzone dei Blast; poco dopo ho dovuto fare degli spostamenti in automobile, così ne ho approfittato per metterlo in sottofondo: quella volta, credo di averla ascoltata un centinaio di volte, senza interrompere.

D: La scena che ti rimarrà più impressa?

R: Le due scene di live. (*le cui riprese devono cominciare subito dopo quest'intervista) Non so ancora cosa ne verrà fuori, ma di sicuro saranno una bomba.

D: Descrivici un po' l'atmosfera che si respira durante le riprese...

R: Anche se dureranno pochissimo, non ci facciamo prendere dall'ansia, siamo tutti molto rilassati e tranquilli. Poi, anche se gli altri sono coetanei e io sono il piccoletto della situazione, voglio trasformare questo in un punto di forza (ride).

D: Scommetto che tutti ti coccolano! E per quanto riguarda l'abbigliamento, cos'hai provato indossando per la prima volta gli abiti di scena? Shin è uno che gira col piercing al labbro...

R: Sono stato felice di potermi vestire esattamente come Shin, è stata una bella sensazione, ma ora comincio a stancarmi, è troppo scomodo. Porto queste zeppe altissime, sui 10 centimetri, che mi procurano delle fitte ai tendini. Mi piace molto portare l'accendino con l'orb (*il pendente sferico che Shin indossa come una collana). Ho sentito che costa parecchio. Quanto ai piercing, non ne ho nemmeno uno, sono tutte clips. All'orecchio fanno male, mentre al labbro no, al contrario di quel che si potrebbe immaginare. I capelli sono una parrucca. All'inizio mi divertivo a "trasformarmi" in Shin, ma più si va avanti e meno sopporto la parrucca. Dopo un po' mi viene lo stimolo di grattarmi in testa! E lo faccio, usando i denti di quella specie di pettine che la fissa ai capelli.

D: Come sei entrato nel mondo dello spettacolo?

R: I miei genitori mi avevano iscritto a una piccola agenzia di modelli della mia città (Sendai). Ho cominciato a fare questo lavoro prima ancora di esserne cosciente. Prima avevo la sensazione di farlo per gli altri (ride), poi per lavoro mi sono trasferito a Tokyo con mia madre e ho cominciato a Tokyo le superiori. Adesso sento di fare quello che faccio perché sono io a volerlo. A Tokyo ci venivo di continuo anche prima di abitarci, quindi non ho avuto grandi problemi.

D: Che musica ascolti?

R: Punk poco. Ma perché la musica occidentale in genere la ascolto poco. Ascolto molto rock, mi piacciono i L'arc~en~ciel. Ascolto la musica mentre viaggio, andando e tornando da scuola oppure quando mi sposto per lavoro; diciamo che la ascolto per ammazzare il tempo. Non mi sistemo in casa con le cuffie, insomma.

D: Suoni qualche strumento?

R: Ogni tanto strimpello una chitarra elettrica che mi ha regalato un amico. Mi sa che dopo le riprese mi verrà voglia di imparare sul serio. Se le scene del live mi faranno sentire bene, come minimo ci faccio un pensierino.

D: Kanata è il tuo vero nome? Com'è nato?

R: Sì, è il mio vero nome. In casa siamo due figli: io e mio fratello, che è più grande di me. Il medico aveva detto ai miei genitori che sarebbe stata una bambina, e loro già da prima volevano una femmina, quindi non avevano proprio pensato a un nome maschile. Il nome che avevano pensato per la bambina era Haruka, e così hanno chiamato mio fratello. Con me i miei hanno avuto una seconda delusione, perché volevano sempre la femmina. Allora hanno pensato a vari nomi, ma alla fine hanno deciso Kanata, visto che vengo dopo Haruka. ("haruka kanata" è come dire "un altrove remoto"; in italiano non c'è un corrispondente, ma in giapponese sono due parole che vanno spesso insieme. esiste anche un duo comico, Haruka & Kanata Unabara). All'inizio volevano scriverlo con gli ideogrammi di "suonare" (la parte letta "kana") e "robusto" ("ta"), la scelta più banale che potessero fare (il verbo che significa suonare è "kanaderu" e il kanji "ta" che significa robusto è comunissimo nei nomi maschili). Per fortuna mio nonno ha fatto sostituire il secondo ideogramma con un altro che significa "numeroso", che visivamente dà una bell'effetto con quello di "suonare".

D: Sarebbe un nome perfetto per chi suona!

R: Allora sarà questo film a farmi cominciare (ride).

D: Cosa fai nel tempo libero?

R: Esco con i miei compagni di scuola, a Shibuya o a Ikebukuro. Giochiamo a biliardo, a bowling, andiamo al karaoke... A bowling faccio sempre intorno ai 100 punti, sono una frana. Però a biliardo sono abbastanza bravo (ride). Al karaoke canto le canzoni dei L'arc ma non solo: ultimamente noleggio le hit del momento per imparare i testi e cantarle.

D: Ora frequenti il primo anno di superiori, vero? (in Giappone è un anno dopo rispetto a noi, perché hanno un anno in più di elementari)

R: Sto in una scuola mista ma a stragrande maggioranza femminile. In classe mia, su 35 alunni solo sei sono maschi. Ci sentiamo intimiditi e tendiamo a coalizzarci.

D: Qual è la materia in cui vai forte?

R: Mi piace educazione fisica, ma non sono bravo, specie a nuotare. Però di recente sono riuscito a fare 25 metri senza tavoletta; per me è un record, e ne vado fiero con me stesso!

D: Nel manga Shin è innamorato di Reira: da cosa credi nasca quest'attrazione?

R: Nel film invece non c'è nessun rapporto tra Shin e Reira. Dovendo rispondere alla domanda, be', forse dipende dal fatto che sono entrambi persone dotate di un proprio mondo personale.

D: E a te piacerebbe una donna come Reira?

R: Mmmm... non saprei (ride). Come artista penso che avrebbe tutta la mia ammirazione.

D: Allora tra Hachi e Nana...?

R: Hachi! (risponde immediatamente) Nana, proprio no. Mi fa paura (ride).

D: Ahahah. E lasciando da parte i personaggi del film, com'è la tua ragazza ideale?

R: Intelligente, carina e dolce. E' il massimo, no?

D: Bene; un messaggio per tutti coloro che andranno al cinema a vederti.

R: Ho cercato di prendere il manga a modello, ma è ovvio che ci sia anche del mio. Perciò vorrei che veniste a vedere se secondo voi sono abbastanza fedele al personaggio di Shin. E poi ci sono le scene del concerto... Non siete curiosi?
 

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