~Intervista ad Olivia
di Tetsuo Hiraga
tratta da www.msn.co.jp
tradotta dal giapponese da Supponnoko
L'intervista che segue è stata pubblicata sulla versione
giapponese del sito msn, poco prima della pubblicazione del
singolo 'Wish/Starless Night', per questo le domande si
concentrano su questi brani e su eventi relativi a quel
periodo; le foto che seguono sono state proposte sempre
all'interno dell'articolo.

D: Dall’uscita del tuo singolo precedente, “a little pain”,
le possibilità di imbattersi nella tua voce sono aumentate
in maniera esponenziale. Nell’anime “NANA”, naturalmente (è
la sigla di chiusura); e poi nei programmi televisivi e alla
radio, fino alle filodiffusioni dei negozi. L’altro giorno
ero al karaoke, e sentire quella canzone cantata da una
perfetta sconosciuta è stato un po’ uno shock (ride). Come
ti senti a stare di nuovo nel vortice del mainstream?
R: Be’, andare a Shibuya e trovarmi circondata, nella
Center-gai (importante strada commerciale ndSupponnoko),
dalla mia immagine e dalla mia musica, mi ha colta alla
sprovvista (ride). E’ successo tutto così all’improvviso, i
momenti di insicurezza ci sono, ma diciamo che riesco a
mantenere un certo equilibrio.
D: In passato apparivi sempre molto insicura e a disagio,
ora invece mi sembra che tu riesca a gestire varie
situazioni in modo sciolto e naturale.
R: Già. Sto imparando molte più cose rispetto al mio
precedente periodo di mainstream. Ora sono più calma…
relativamente (ride). Ho una visione più chiara di quello
che faccio.
D: Sempre nell’anime “NANA” non ti troviamo solo nella
ending: Reira dei Trapnest canta con la tua voce. Che
effetto ti fa vederla?
R: Sono felicissima! Più passa il tempo e si va
avanti con la storia, e più noto la sintonia tra musica e
immagini.
D: Forse rispetto all’altra volta che ti ho intervistata
ti senti ancora più vicina al personaggio di Reira, non è
così?
R: Sì. Avverto sempre più la somiglianza, mi spaventa
quasi (ride). Abbiamo diversi link nei nostri
vissuti. Ovviamente non in tutto.
D: Dopo ti chiederò del singolo da poco uscito che
comprende le nuove sigle di apertura e chiusura di NANA,
“Wish” e “Starless Night”, ma prima voglio sapere com’è
stato il live del 25 luglio scorso allo Shibuya O-WEST:
erano due anni che non tenevi un concerto tutto tuo.
R: Forse è stato il miglior concerto che abbia mai
fatto. Certo, sarà anche perché ho messo a frutto
l’esperienza assimilata fino ad allora, fatto sta che ero
davvero tranquilla e rilassata. Vabbè, prima di salire sul
palco c’è sempre il momento di panico (ride), ma dal momento
in cui ci sono salita mi sono totalmente immersa nel mondo
musicale di quel live, dimenticando il resto.
D: Sarà anche perché hai acquisito in generale un’ottica
molto positiva.
R: E’ vero, c’è stato un enorme cambiamento
interiore. Prima avevo sempre i nervi a fior di pelle, mi
arrabbiavo anche per una piccola steccata (ride). Adesso non
sono più così, perché guardo sempre in avanti.
D: Prima eri spesso insoddisfatta dei tuoi live. Il 25
luglio, invece, eri tutta sorridente. Trasmettevi una gioia
incredibile, eri davvero felice?
R: Molto. Quella sensazione di felicità la conservo
tuttora nel cuore.
D: Dopo un concerto così ben riuscito, immagino che tu
non veda l’ora di farne altri.
R: Già! Specie nelle zone di provincia, che ho
visitato pochissimo. Chissà come sono i miei fan fuori
Tokyo, chissà cosa nascerà dal nostro incontro. Sono
curiosa.
D: Sempre in quel live hai cantato anche un brano
inedito, “Recorded Butterfly”.
R: E’ un brano scritto appositamente per l’anime di
NANA, è stato utilizzato in un concerto dei Trapnest. Mi
piace. E ci è voluta appena un’oretta per registrarlo
(ride). Davvero, è stato fatto tutto in un’ora. Però mi
piace molto. Quando l’ho ascoltato nell’anime, mentre
scorrevano le immagini del live dei Trapnest, mi sono
emozionata. E’ forse il brano che si avvicina di più
all’immagine che ho di loro.
D: Nemmeno “let go” e “tears&rainbows” le avevi mai
cantate in un live, no? Com’è andata con queste due?
R: E’ stato fantastico. I miei concerti sono molto
rock, quindi i pezzi dove c’è una forte componente
elettronica ho sempre un po’ di timore a presentarli (ride),
ma penso che quel giorno sia andata molto bene.
D: Perché hai intitolato quel live “Tears&Rainbows”?
R: E’ il mio pezzo rappresentativo di quest’ultimo
periodo, escludendo quelli che canto come “OLIVIA inspi’
REIRA”.
D: Che sentimenti ci sono alla base di “tears&rainbows”?
R: Capita di buttarsi giù, di sentirsi tristi, e
invece di cercare la via di uscita, sprofondare sempre di
più fino a non volerne sapere più di niente e di nessuno.
Così però non si fa che aggravare la situazione, si diventa
ancora più lost. Con questo brano voglio dire:
trust, affidiamoci alla depressione, accogliamo anche la
parte sbagliata di noi, così da vedere l’altro lato della
tristezza.
D: Parliamo dunque del nuovo singolo, “Wish”? Prima di
tutto tu, Olivia, come senti questo brano e cosa ti suscita?
R: La musica di “Wish” è stata scritta a quattro mani
con Rui. Tre, quattro anni fa feci un live con i fade (la
band di Rui). Da quel momento, il caso ha voluto che ci
incontrassimo più e più volte, siamo diventati amici e
abbiamo cominciato a scrivere canzoni insieme. Lui sa
comporre brani molto orecchiabili, e usa accordi su cui è
facile inserire una melodia, quindi ho pensato di
collaborare con lui per questo progetto di “NANA”. Siccome
“Wish” è una opening abbiamo voluto fare qualcosa di
piuttosto ritmato. Ha un’atmosfera dark, un po’ gotica, ma è
anche melodico.
D: Ecco. Il testo, invece, l’hai scritto insieme a
Chazne-san…
R: Chazne-san ha tradotto in giapponese il testo che
io ho scritto originariamente in inglese. Pensavo alla
condizione di Reira, che è vista dai suoi fan come una sorta
di princess, una che sta su un gradino più elevato di
loro comuni mortali. Lei sa di essere idealizzata, perciò
non riesce nemmeno esprimere liberamente il suo amore per
qualcuno. Ecco quindi che opera una specie di magia:
pronuncia nell’aria il suo wish, e lo spedisce
all’amato. C’è un richiamo all’idea di kotodama
(anima delle parole, ndSupponnoko). Ho sviluppato quest’immagine
un po’ magica e così è nato il testo.
D: Com’è stato cantarlo?
R: Difficilissimo (ride). Fai conto, mettere un testo
giapponese su una melodia pensata per l’inglese. Ci ho messo
parecchio a registrare questo brano. Sono dovuta andare in
studio almeno 3 volte per portare a termine la
registrazione. Se penso che ora dovrò cantarlo anche in
televisione e ai concerti… Oh my god (ride). Il
ritornello è particolarmente difficile. Ma ce la metterò
tutta.
D: “Wish” è la prima traccia, a seguire c’è “Starless
Night”, letteralmente “notte senza stelle”. Anche qui,
descrivici come senti e cosa ti suscita questo brano.
R: Ad Ai Yazawa-san piace molto (l’autrice di
“NANA” - nonché la più nota shōjo-mangaka del Giappone – si
occupa anche della supervisione della colonna sonora
dell’anime). Mi sono divertita molto a cantarla, perché
ha una melodia che io non potrei mai comporre. Fa molto
sceneggiato, sembra un pezzo da musical. Ed è facile da
cantare.
D: Che sentimenti ci sono nel testo?
R: Speranza. Tutti siamo incompleti, da soli non
possiamo proprio vivere. Insomma, è bene cercare help. E’
questo che dice il testo.
D: Pensando anche a “Wish” mi pare che questo tuo nuovo
singolo sia pieno di positività. L’idea che anche nei
momenti più amari e dolorosi si possa vedere la speranza.
R: Esatto. Mi riconosco molto in questo pensiero.
Sono in momento della mia vita in cui voglio che le mie
canzoni siano per chi le ascolta una spinta a non mollare.
D: E proseguirai su questa linea, vero? Ne farai ancora
tante, di canzoni così?
R: Be’, sì. Di sicuro più che in passato. Ma in caso
dovessi andare incontro a un periodo di depressione dubito
che sarei in grado di scrivere canzoni del genere. Mi sto
rendendo conto che è stato circa sei mesi fa che mi sono
nate parecchie idee per i testi, e mi veniva da dire frasi
positive del tipo “life, voglio viverti meglio!”. Ma
adesso non sarei sincera a scrivere e cantare certe cose.
Non c’è niente da fare, bisogna sentire davvero quello che
si scrive e si canta, se no non c’è vibration. E il
contenuto rischia di non essere deep. Detto questo,
non intendo scrivere di cose negative se avrò dei momenti di
negatività, perché non penso che in quei momenti sarei me
stessa. Sarebbe un altro modo di non essere sincera.
Insomma, non voglio scrivere out of control. Penso
che non riuscirei a sentirmi soddisfatta dando forma a certe
idee e rendendole pubbliche (ride).
D: Quindi, dovendo esprimere il tuo stato attuale nel più
veritiero e naturale dei modi?
R: Lo sto scrivendo (ride). Pensa un po’! Forse se ne
parla per quest’inverno… Adesso sono in fight con me
stessa per dare vita al progetto (ride).
D: Capisco. Che bello! Sempre a proposito di “Wish” e
“Starless Night” so che nella versione con dvd è presente
anche il videoclip. Ci descrivi un po’ il video di “Wish”?
R: E’ stato girato nelle selve del monte Fuji.
Richiama alla mente la copertina. E’ fantastico, il regista
è davvero un genio: partendo dall’idea di base di cui io e
il mio staff gli avevamo fatto una presentation ha
creato un mondo stupendo. Il video si svolge su due piani:
da una parte io e Reira, dall’altra una Reira lost
che vaga in cerca del suo posto nel mondo, e poi sempre
Reira ma sul palco. Penso che possa essere considerato un
video di ottima qualità.
D: Guardando l’anime ho avvertito che hai un grande
talento nel fare musiche che si sposano bene con le
immagini. Ti interessa questo mondo?
R: Sì, avevo voglia di fare una cosa del genere già
da prima che mi proponessero “NANA”. Quindi mi fa davvero
molto piacere prendere parte a questo progetto. Mi
piacerebbe avere altre occasioni di questo tipo in futuro.
D: Sì, dai! Ricordiamo infine che in autunno inizierai un
tour intitolato “OLIVIA LIVE 2006 Chocolate & Confusion” che
ti vedrà nei CLUB QUATTRO di Osaka, Nagoya e Tokyo. Io andrò
a vederti il 26 ottobre al CLUB QUATTRO di Shibuya. Che cosa
devo aspettarmi?
R: I nuovi brani come “a little pain”, “Wish” e
“Starless Night” penso di volerli fare. Ma soprattutto
voglio che la gente si diverta.
D&HLiT
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Arashi
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